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Consumo di Suolo Zero e Sostenibilità
22 dicembre 2016
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I suoli agricoli (ben gestiti) e naturali sono di fondamentale importanza per il mantenimento in equilibrio dei territori, per il benessere e per la salute delle persone: riducono il rischio di dissesto idrogeologico trattenendo grandi quantità di acqua; tengono sotto controllo la quantità di CO2 e di polveri nell’aria; sono parte di un paesaggio seminaturale fondamentale per una vita a misura d’uomo… Alcuni economisti chiamano queste importanti funzioni, svolte gratuitamente dai suoli vivi, “servizi ecosistemici”. Essendo gratuite, negli scorsi decenni sono state spesso sottovalutate e compromesse da pianificazioni urbanistiche poco lungimiranti.
Per fortuna oggi (almeno nelle “direttive”) gli enti territoriali tengono conto di questo. Nel PTCP la Città Metropolitana di Milano indica di non voler oltrepassare la soglia massima media del 45% di aree urbanizzate sull’intero territorio provinciale.
Il territorio di Gorgonzola è urbanizzato per circa il 39% e fa parte della Zona Omogenea Adda Martesana, zona la cui media di suolo consumato (36%) si pone poco al di sotto rispetto a quella dell’intera provincia (42%).
Se invece venissero urbanizzate, nella peggiore delle ipotesi, gran parte delle Aree a Nord (diciamo 200 ha) si raggiungerebbe una poco sostenibile quota del 58-60% di suolo urbanizzato a Gorgonzola.
Quota che porterebbe il Comune a superare la media dell’Adda Martesana portandosi ai troppo alti livelli di urbanizzazione della provincia a nord di Milano.
Diventa quindi importante evitare il più possibile l’edificazione di queste aree, mantenendo agricoli, dedicando a parco o a bosco i suoli attualmente liberi.
Le aree ad est (C.na Vergani, Pagnana, Nuova) sarebbero da tutelare:

  • perché ci sono aziende agricole attive e multifunzionali aderenti al Distretto Agricolo (Colombo e altri con 96 ha SAU, ovvero ben il 44% dei 217 ha totali)
  • per evitare la saldatura di 2 centri urbani attualmente separati (obiettivo presente nel PTCP)
  • per mantenere attive e non marginalizzare le aree agricole di Pessano sud-est evitando così di favorire un’ulteriore espansione industriale di Pessano verso la TEEM (e verso le stesse ipotetiche aree urbanizzate di Gorgonzola nord-est). Questa eventualità, seppur improbabile, creerebbe una zona a industriale-terziario di dimensioni insostenibili.

Le aree ad Ovest sarebbero da tutelare:

  • per la presenza del Molgora favorendo una espansione del PLIS
  • per la presenza di aziende agricole attive (C.na Fornasetta, Levati…) che inoltre mantengono un gran numero di prati-pascolo permanenti; questi ultimi, in misura maggiore rispetto ai seminativi, svolgono importanti funzioni ambientali, paesaggistiche e di “servizi ecosistemici” a servizio dell’intera comunità sovracomunale
  • rafforzamento dei rapporti tra città e campagna partendo dalle realtà presenti (Erba Matta?, Comitato Gorgovest?) fino a creare un orto condiviso come, ad esempio, quello di Controcoltura presso Cascina Casale a Cassina De’ Pecchi http://controcoltura.com/

In quest’ottica di tutela dei suoli sarebbe bello incentivare una collaborazione, per sperimentazioni e ricerca, tra le aziende agricole locali e il Distretto Agricolo nella sua interezza, la Facoltà di Agraria, di Veterinaria (e altre facoltà attinenti) le scuole di Gorgonzola, altri enti interessati (Manitese, Fondazione Cariplo…). Le Aree a Nord potranno essere facilmente raggiungibili dagli “addetti ai lavori” e dai visitatori in modo sostenibile grazie alle 3 stazioni della metropolitana e ad un potenziamento della rete ciclabile esistente. Sarebbe così un luogo perfetto per dimostrare e divulgare le grandi potenzialità dei vari modelli di agricolture biologiche, insomma una “vetrina” della sostenibilità agricola e del trasporto. http://rodaleinstitute.org/our-work/farming-systems-trial/farming-systems-trial-30-year-report/
Come ulteriore incentivo alla mobilità sostenibile, ed alla fruizione di questi spazi, sarebbe utile la creazione di percorsi ciclabili campestri (per esempio da Via Buozzi alla rotonda nuova sulla Sp120 di Bornago) in modo anche da collegare meglio i paesi e da raccordare le Ciclovie del Naviglio e del Villoresi per favorire un cicloturismo (proveniente da Milano?) sostenuto dalle stazioni della MM2.
Riqualificazione e ricucitura della strada sterrata che segue il tracciato della linea metropolitana per creare un collegamento ciclabile “veloce” (e sicuro perchè ben isolato dal traffico veicolare) tra i quartieri nord della città.

 

 

 

 

 

 

 

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2 comments

  1. Grazie per aver contribuito con la tua idea Andrea 20.

  2. concordo pienamente con te!! meglio mantenere quel poco di verde che ancora ci rimane e che ancora ci fa respirare!
    Anche il potenziamento delle piste ciclabili permette di utilizzare meno le macchine e di conseguenza meno smog e inquinamento
    Bravo